Rome — a sculptor's life, in four decadesRoma — la vita di uno scultore, in quattro decenniRoma — la vida de un escultor, en cuatro décadasRome — la vie d'un sculpteur, en quatre décennies
An archive of sculptural works, wall reliefs and drawings, gathered by the family and presented chronologically — from the first experiments in card and newspaper of the 1970s, to the late reliefs in papier-mâché and pigment.Un archivio di opere scultoree, rilievi a parete e disegni, raccolto dalla famiglia e presentato in ordine cronologico — dai primi esperimenti in cartone e carta di giornale degli anni Settanta, fino ai rilievi tardi in cartapesta e pigmento.Un archivo de obras escultóricas, relieves murales y dibujos, reunido por la familia y presentado cronológicamente — desde los primeros experimentos en cartón y periódico de los años setenta, hasta los relieves tardíos en papel maché y pigmento.Une archive d'œuvres sculpturales, de reliefs muraux et de dessins, rassemblée par la famille et présentée chronologiquement — des premières expérimentations en carton et papier journal des années 1970, aux reliefs tardifs en papier mâché et pigment.
"Forms that seem to float within their sculptural frames — hanging, or peeling off their walls." "Forme che sembrano galleggiare dentro le loro cornici scultoree — sospese, o che si staccano dalle pareti."
A born Roman, Paul Klerr returned to his home city after a formative education in the United States during the Second World War, to study art at the Accademia di Belle Arti. His abstract work — always rooted in Rome — moved through decades and through three studios: Plinio, Calamatta, and finally Sutri, where the studio remains today.
His vocabulary began in the nameless, witty school of meandering marks and bits of colour developed by Licini, Novelli and Twombly. In 1970 his first solo exhibition, Magic Carpet at Galleria Arco D'Alibert, was a sound and visual environment built in collaboration with the American composer Alvin Curran — described by Edith Schloss on the International Herald Tribune as "an aviary for sound". In 1976 Klerr and Curran staged Lillipudine at the Teatro in Trastevere. Between 1974 and 1975, in the rooms of Studio Plinio, Klerr installed three monumental paper murals, three by six metres each.
In 1978 the landmark Vertical Art at the American Academy in Rome presented three plaster-and-canvas sculptures protruding from the wall at 180° — articulated in a theoretical manifesto where the wall becomes a drawing board and the viewer is mobile around a volumetric ray. His materials range from peperino, wood, iron and bronze, to cardboard, paper, gypsum, glass and siporex. In later years, as his health declined, the work grew lighter: reliefs in papier-mâché, polychrome wood, and hundreds of drawings made on an iPad.
Throughout his life Paul exhibited alongside Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Eliseo Mattiacci, Cy Twombly, Sol LeWitt, Luigi Ontani, Nunzio. His work was reviewed by Edith Schloss (IHT), Valentino Zeichen (Rinascita), Claudia Terenzi (Paese Sera), Filiberto Menna and Jacopo Benci — a poet compared it to the Winged Victory of Samothrace. He realised monumental public sculptures in Santa Maria Capua Vetere, Syracuse, and Viterbo.
Romano di nascita, Paul Klerr tornò nella sua città natale dopo una formazione negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, per studiare all'Accademia di Belle Arti. Il suo lavoro astratto — sempre radicato a Roma — ha attraversato decenni e tre studi: Plinio, Calamatta e infine Sutri, dove lo studio resta ancora oggi.
Il suo vocabolario comincia nella scuola ancora senza nome di segni erranti e frammenti di colore sviluppata da Licini, Novelli e Twombly. Nel 1970 la sua prima mostra personale, Magic Carpet alla Galleria Arco D'Alibert, è un ambiente sonoro e visivo costruito in collaborazione con il compositore americano Alvin Curran — Edith Schloss sull'International Herald Tribune lo descrive come "un'uccelliera per il suono". Nel 1976 Klerr e Curran mettono in scena Lillipudine al Teatro in Trastevere. Tra il 1974 e il 1975, nelle stanze dello Studio Plinio, Klerr installa tre murali di carta monumentali, tre metri per sei ciascuno.
Nel 1978 il fondamentale Vertical Art all'American Academy in Rome presenta tre sculture in gesso e tela che si staccano dalla parete a 180° — teorizzate in un manifesto in cui il muro diventa tavola da disegno e lo spettatore mobile attorno a un raggio volumetrico. I suoi materiali vanno dal peperino, legno, ferro e bronzo, fino al cartone, carta, gesso, vetro e siporex. Negli ultimi anni, con la salute fragile, il lavoro si è fatto più leggero: rilievi in cartapesta, legno policromo e centinaia di disegni realizzati su iPad.
Nel corso della sua vita Paul ha esposto accanto a Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Eliseo Mattiacci, Cy Twombly, Sol LeWitt, Luigi Ontani, Nunzio. Il suo lavoro è stato recensito da Edith Schloss (IHT), Valentino Zeichen (Rinascita), Claudia Terenzi (Paese Sera), Filiberto Menna e Jacopo Benci — un poeta lo ha paragonato alla Vittoria Alata di Samotracia. Ha realizzato sculture monumentali pubbliche a Santa Maria Capua Vetere, Siracusa e Viterbo.
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Cardboard, newspaper, plywood — and the great paper murals of Studio Plinio. Cartone, giornale, compensato — e i grandi murali di carta dello Studio Plinio.
Peperino, iron, wood — and the first bronze works of 1999. A mature language of weight and resistance. Peperino, ferro, legno — e le prime opere in bronzo del 1999. Un linguaggio maturo di peso e resistenza.
The most prolific decade. Peperino and iron. Siporex. Wood. Cardboard models enclosed in glass. Il decennio più prolifico. Peperino e ferro. Siporex. Legno. Modelli in cartone chiusi nel vetro.
Papier-mâché wall reliefs. Pigment. Klein blue. The late work, some of his most luminous. Rilievi in cartapesta. Pigmento. Blu Klein. L'opera tarda, tra le più luminose.
A quiet daily practice on the iPad. Colour fields, held shapes, lines. The tail of the work. Una pratica quotidiana silenziosa sull'iPad. Campi di colore, forme tenute, linee. La coda dell'opera.